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Il museo dei colori naturali di Lamoli

 

A fianco dell’Albergo si trova – all’interno dello splendido chiostro dell’Abbazia – il Museo dei Colori Naturali “Delio Bischi”. Voluto e realizzato dall’Oasi San Benedetto a Lamoli il Museo è un elemento qualificante di una politica del territorio come bene vivo, per un pubblico interessato e desideroso di conoscere.

Si tratta di un percorso sulla storia dei colori naturali attraverso l’uomo che li ha utilizzati dall’antichità fino ai primi anni del ’900 quando entrarono sul mercato i colori sintetici.

Per le tante ed evidenti problematiche ambientali oggi l’uomo torna a riscoprire questi antichi e nobili colori. Il Museo riscopre questo argomento proponendo documenti d’archivio e bibliografici e offrendo un percorso pratico di esperienze e laboratori per conoscere la natura del colore vegetale, la coltivazione della piante tintorie, l’estrazione del colore e l’utilizzo dei pigmenti nei possibili campi d’impiego, disponendo anche di un laboratorio per la realizzazione dei colori ed applicazioni su supporti diversi.

Il Museo è sempre aperto e sono disponibili informazioni e dimostrazioni per chiunque sia interessato all’approfondimento ed alla ricerca sull’argomento.

Si organizzano Corsi e Stages
dal sabato alla domenica – corso di tintura di lana, seta e cotone con colori vegetali – erbe e colori.

Sono in vendita prodotti realizzati con in colori naturali (saponi, candele, tessuti e filati, acquerelli tempere e pigmenti.).

Si producono colori per le diverse applicazioni

 

Le patate rosse di Borgo Pace/Sompiano

Le patate rosse di Borgo Pace 

 

Nella zona di Borgo Pace da tanto tempo lungo la Meta e l'Auro viene coltivata la patata rossa. Il terreno è ricco di potassio e magnesio ha le condizioni ideali per la coltivazione di questa varietà. Ancora più di 60 anni fa le patate rosso-brune erano qui in questa zona un alimento di base. La consistenza della polpa è di colore giallo brillante ed è molto adatta per la produzione di gnocchi, ma anche per una serie di altri piatti come dessert, zuppe e pane. Un'ulteriore particolarità di Borgo Pace è che nella coltivazione viene omesso l'utilizzo di fertilizzanti e pesticidi. Nell'ultimo fine settimana di agosto in onore del prezioso tubero si tiene a Borgo Pace una festa in cui è possibile ammirare la varietà e il gusto della patata.

I Carbonai

La produzione di Carbone di legna è sempre stata presente, a vario titolo, nelle pratiche della società appenniniche come fonte di sostentamento e di energia. A Borgo Pace le Carbonaie sono una normalità, la vallata di Parchiule è il luogo dove “profilerano” dettando la vita dei residenti e scandendo i tempi di raccolta, catastate, dei fumi azzurrognoli ed acri. Il mese di giugno inizia le preparazioni delle “cotte”, secondo varie tipologie ed abitudini. Il legname abitualmente utlizzato nell’alta valle del Metauro è l’Orniello, il Cerro e il Carpino, che tagliati a misura vengono lasciati a seccare per un anno; poi da Maggio per tutta l’estate inizia il lavoro d’Incastellamento, il “ castello” è difatti la struttura centrale della catasta. Tutti in torno sarà posizionato il legname senza lasciare molto spazio fra l’uno e l’altro pezzo, verrà poi ricoperto dalla “camicia”, uno strato di paglia e poi da uno di terra, verranno poi fatti dei fori sulla parete della catasta. Finita la costruzione, il carbonaio si arrampica sulla sommità e li riempirà di brace, con rimbocchi successivi. Inizierà cosi la lenta cottura che porterà alla formazione del carbone. Il carbonaio riconoscerà de il carbone è pronto in base al colore del fumo che fuoriesce. Quando il tutto sarà raffreddato si procederà alla “raccolta”. Questa ultima operazione dura una settimana. Annualmente si producono ca. 2,5 t di carbone.